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100 anni fa il mondo era un po’ diverso da oggi. Ad esempio saresti potuto entrare in una farmacia e trovare farmaci a base di oppio, cocaina o cannabis, e avresti potuto ottenerli senza nessuna ricetta medica.

La storia del proibizionismo inizia in questi anni. E’ l’inizio del ‘900, l’impero britannico è alla sua massima espansione, e le fortune delle più importanti famiglie (Peabody, Brown, Delano, Russell, Forbes, etc.) sono alimentate dal commercio dell’oppio con l’Oriente; la cannabis cresce ovunque e fa la fortuna di chi ci investe. Ma un altro grande commercio ha da poco cominciato a sconvolgere tutti gli equilibri, quello del petrolio.

Il commercio del petrolio ha un nome: Rockefeller. La famiglia Rockefeller si impone sulla scena prima americana e poi internazionale come monopolista spregiudicata di tutto ciò che riguarda il petrolio: estrazione, raffinatura, produzione, trasporto e distribuzione. Un vero e proprio impero che soprattutto si fa promotore di nuove istituzioni e agenzie governative atte ad assicurare i propri investimenti miliardari.

Tutto questo è possibile solo grazie all’aiuto di altri grandi famiglie dell’elite, ma soprattutto banchieri e politici, uniti dalle promesse di guadagno per quello che era effettivamente diventato l’oro nero. I Rothschild, famiglia ebrea diventata vera e propria istituzione economica mondiale nel corso del XIX sec, in questi anni intrecciano solide alleanze con la famiglia Rockefeller.

Ecco alcune delle istituzioni fondate e promosse dai Rockefeller:

  • Institute for Medical Research, poi diventata Università Rockefeller 1901
  • General Education Board, poi diventata Fondazione Rockefeller (il World Health Organization, cioè OMS, prende forma da qui)
  • le università di Chicago (1889), Harvard, la John Hopkins Medical School, China Medical School, il Tavistock Institute di Londra, Ig Farbern
  • CIA
  • Foreign Affairs /Council Foreign Relations – Aspen
  • United Nations
  • Bilderberg, Trilateral Commission
  • Federal Reserve

Un lavoro di infiltrazione ramificato e certosino, che coinvolge le università, gli ospedali, i mezzi di informazione, la politica. Un lavoro volto, tra le altre cose, a ribaltare l’opinione pubblica sull’uso dei prodotti naturali e a condurre la società ancora rurale di inizio ‘900 alle logiche consumistiche dello sfruttamento delle risorse petrolifere.

La canapa, pianta dalle mille risorse: fibra, alimento, medicina, combustibile … dall’essere una delle prime risorse umane diventa scomoda e nemica del profitto delle grandi lobby del potere. Ma non è l’unica a subire questo destino.

In questi anni le scuole di medicina tradizionali, i rimedi naturali, ma anche le professioni sanitarie, farmaceutiche, e tutte le attività che ruotavano intorno a quella che oggi è definita medicina alternativa vengono bandite.

Con l’adeguamento delle istituzioni pubbliche, a incominciare dalle università, agli standard Rockefeller, tutto deve essere “patented”, registrato ed allineato allo standard “scientifico”, che finanzia i propri promotori e discredita e bandisce chi non si allinea.

E’ un progetto a lungo gettata, infatti servì tempo e una grande quantità di propaganda per convincere la popolazione che le piante che crescevano spontanee nei loro giardini e i rimedi naturali utilizzati da secoli fossero sostanze pericolose.

Si cominciò con cambiare nome alla sostanza, la cannabis diventa “marijuana”, gergo messicano per indicare la c. sconosciuto alla popolazione dell’epoca. E che giocava sui connotati razzisti associati ai messicani, per screditarne l’uso.

Ma sono anche i primi anni dei cinema, ed ecco apparire pellicole che ritraggono la marijuana come la figlia del diavolo, tra le pubblicità nascenti di prodotti di consumo: coca cola, sigarette, uova e pancetta, calze di nylon, dentifrici al fluoro, frigoriferi… ecco la società dei consumi che si diffonde in tutto il mondo.

Cosa ci rimane oggi di tutto questo?

Dopo più di 100 anni, le cose stanno migliorando sul fronte cannabis. Probabilmente era diventato impossibile tenere nascosta la pianta dalle magiche proprietà ancora a lungo… probabilmente, ingenti finanziamenti sono stati stanziati negli ultimi decenni a sostegno della pianta ( si ricordi l’importante contributo di Soros alla c. dagli anni ’90). Probabilmente c’è terreno su cui speculare anche su questo fronte, per chi ha le redini del settore agro-alimentare… fatto è che l’America ha cominciato a rendere la cannabis nuovamente sostanza di consumo.

Quello che possiamo tenere a mente invece è come ci siano manovratori dietro le quinte delle politiche internazionali che non si fanno nessuno scrupolo a decidere della vita di miliardi di persone, per un proprio tornaconto personale.

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